Situazioni imprevedibili, aiutare le persone autistiche ad affrontarle

Isa e i pantaloni grigi a quadri

Nei periodi difficili si va avanti a piccoli passi; è per non perdere la fiducia nel futuro che cerchiamo di restare concentrati sulla quotidianità e sulle tantissime cose che possiamo imparare e migliorare insieme, per vivere bene, come per esempio, confrontarci con il tema della flessibilità che tocca la vita di tante persone autistiche.

Il quotidiano non è sempre uguale a sé stesso, a volte accadono situazioni imprevedibili: come possiamo aiutare le persone autistiche ad affrontarle? Come facciamo noi con Isa?

La mattina in cui la lavatrice non andava

Mi viene in mente quella mattina in cui hanno tolto l’erogazione dell’acqua in casa: stavano facendo dei lavori.

Come tutti i giorni Isabella aveva avviato la lavatrice. Erano le 9.40: sembrava tutto a posto, ma abbiamo osservato che Isabella la guardava e aspettava.

Ci siamo resi conto che la lavatrice non faceva il solito rumore e, a quel punto, ci è venuto in mente che non c’era l’acqua.

Isa si è molto contrariata, si è arrabbiata, non riusciva a capire.

Le ho detto: “Isa, adesso non può avviarsi la lavatrice.” Ma lei niente: urlava e piangeva.

Quel giorno ho avuto chiaro, come molte altre volte, che tenere routine troppo rigide non ci aiutava e che quello che avremmo dovuto fare era alternare e variare.

La domanda che mi sono fatta più spesso in questi anni è stata: come si può insegnare davvero la flessibilità a una persona come Isabella che sembra trovare la sua tranquillità nella ripetizione rigorosa e e nella routine?

Trovare l’equilibrio tra prevedibilità e imprevisti

Far accettare a Isa gli imprevisti e i cambiamenti è molto difficile, ma in questi anni abbiamo imparato che è assolutamente necessario: c’è bisogno di equilibrio tra prevedibilità e  necessità di scontrarsi con gli imprevisti e i cambiamenti.

Alberto e io ci alterniamo: stamattina toccava a me aiutare Isabella a vestirsi.

Normalmente dopo colazione Isa va in bagno e prende il suo cambio nell’armadio: la  sequenza è prestabilita perché in parte fa da sola e in parte ha bisogno del nostro aiuto; ha bisogno, per esempio, di aiuto fisico per infilare la maglia oppure per infilare bene i calzini.

Isa ama indossare leggins neri e – se gliene proponi di diverso colore o stoffa – non li accetta facilmente.

Indossare un pantalone che non è nero ma della stessa tipologia sembra solo un piccolo cambiamento, ma  per le persone autistiche, a volte, un tessuto o un colore possono essere particolarmente fastidiosi a livello sensoriale.

É vero, i pantaloni neri sono belli: io stessa ne posseggo più di uno e quando devo indossarne uno di colore diverso faccio fatica. Per quanto riguarda Isa, però, è sempre così difficile capire qual è il confine tra quello che è un suo gusto personale (mi piacciono i pantaloni neri) e quella che è una rigidità.

Se questa rigidità vien assecondata una volta di troppo, può diventare facilmente un comportamento-problema.

Stamattina ho pensato di proporle un pantalone diverso, sempre della stessa stoffa, ma di colore grigio a quadri (molto british!). Anzi no: prima mi era venuta “un’ideona”, in un impeto di entusiasmo.

Ho pensato: prendo i collant, una gonna e le metto gli stivaletti nuovi.

Allora ho detto: “Dai Isa, prendiamo la gonna e andiamo a cambiarci!”.

L’elemento di novità e il compromesso

Isa è venuta in bagno, ma diceva: “No, no, no.” Apriva il cassetto come a dire: “Prendiamo un paio di pantaloni neri.” Io le ho proposto: “Dai, proviamo a mettere la gonna!” Ma Isa continuava a dire di no.

Allora le ho fatto un’altra proposta: “Dai Isa, facciamo un compromesso: non  metti la gonna, ma metti dei pantaloni di colore diverso.”

E quindi  sono andata a prendere i pantaloni a quadri nell’armadio.

Lei continuava a dire di no, aprendo il cassetto. Allora le ho detto: “Dai Isa, i pantaloni neri li mettiamo dopo, quando torni, adesso mettiamo questi a quadri!” E ha funzionato!

È da tempo che provo a fare così quotidianamente in tutte le cose che accadono ad Isabella, dalla routine quotidiana agli imprevisti.

Cerco sempre di inserire un elemento di novità e se l’elemento di novità è troppo forte per lei, cioè, non ce la fa ad accettarlo, io comunque provo a fare con lei un piccolo compromesso e molto spesso funziona.

Il compromesso è il giusto equilibrio tra  la novità, come in questo caso i pantaloni grigi a quadri, e la sua capacità di tolleranza che in questo caso era il tempo del giro in macchina.

Le ho chiesto di accettare qualcosa di diverso per un tempo limitato assolutamente congruente al contesto. E ha funzionato. Isa ha indossato pantaloni grigi e a quadri, stivaletti neri e maglietta nera.

Ho imparato che andarle incontro (anche se non sono così sicura dove sia il confine tra rigidità e gusto personale) aumenta la sua flessibilità e crea tra noi un legame di complicità.