Rigidità e problem solving nell’autismo. Isabella alle prese con la ricerca di una soluzione.

Oggi ti racconto di come – grazie a tre cannucce – abbiamo imparato qualcosa di nuovo riguardo alle rigidità di Isabella ma anche alla sua capacità di trovare soluzione ai problemi e di come, per chi convive con l’autismo, sia necessario esercitare sempre un’attenzione senza preconcetti e di quanto farlo sia difficile.

Il succo di frutta, le tre cannucce

Stamattina Isabella si è svegliata e seguendo la solita routine, è andata in bagno, è tornata in cucina per fare colazione, ha preso i due succhi di frutta che erano già sul tavolo e ha iniziato a scartare la cannuccia del primo succo.

Ha eliminato il cellophane che la sigillava ma, invece di inserirla nel apposito foro, l’ha appoggiata sul tavolo.

Io e Alberto siamo rimasti un po’ interdetti, ma non siamo intervenuti, ci siamo limitati ad osservare cosa avesse deciso di fare.

Lei ha prelevato una nuova cannuccia dall’altro succo, l’ha scartata, ma anche questa non l’ha inserita nell’apposito foro e l’ha appoggiata sul tavolo🤔😳.

A questo punto Alberto ha esclamato: “Dai Isa, ma cosa fai? (considerando immediatamente il comportamento di Isa come senza alcuna motivazione, o peggio l’inizio di un rituale: noi che frequentiamo quotidianamente l’autismo sappiamo bene che spesso nascono nuovi riti ossessivi, rituali, rigidità che poi interferiscono tantissimo con la vita quotidiana).

Alberto ha poi continuato, con tono di rimprovero: “Non scartare tutte le cannucce, smettila”.

Io ho detto: “Aspetta Alberto, osserviamola, magari Isa vuol fare/dire qualcosa e noi non ci siamo accorti di qualche particolare o variabile importante”.

Abbiamo aspettato ancora un po’ senza intervenire e Isabella ha scartato una terza cannuccia;  per la terza volta invece di inserirla nell’apposito foro, l’ha appoggiata sul tavolo.

A questo punto  mi sono avvicinata al lato del tavolo dove era seduta e ho potuto vedere che le tre cannucce che Isa aveva scartato erano tutte difettose, avevano un taglio longitudinale che le rendeva inutilizzabili.

Ho esclamato: “Caspita Isa, ecco perché non le inserivi: sono cannucce inservibili! Come posso aiutarti?”.

Ho preso una nuova confezione di succhi dal mobiletto della cucina e finalmente abbiamo trovato una cannuccia adatta e non deteriorata.

Cosa ho imparato dalle tre cannucce sul tavolo?

Ho imparato che se da una parte è necessario osservare ed analizzare il comportamento di Isabella (e questo è quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare in base ai principi dell’analisi del comportamento), dall’altra è altrettanto necessario darci e darle il tempo per considerare il suo comportamento  come la sua personale ricerca di soluzione, soprattutto perché Isabella non ha un bagaglio di parole o frasi che la aiutino a descrivere quello che fa o vorrebbe fare.

In questo caso, per esempio, abbiamo scambiato il fatto che allineasse le cannucce sul tavolo per una rigidità nascente;  solo dopo un ulteriore riflessione e un’ attenta osservazione, abbiamo  capito che Isabella stava cercando solo di risolvere il problema delle cannucce difettose ed inutilizzabili.

Isa stava semplicemente esercitando una pratica di problem  solving :😉 Il Problem solving non è infatti la risoluzione dei problemi?

Isabella non ha forse esercitato la sua capacità di trovare la migliore risposta possibile in modo veloce e responsabile a una determinata situazione critica e solitamente nuova? ( le cannucce sono tutte spaccate longitudinalmente e non era mai capitato; scarto le cannucce fino a quando ne trovo una integra).

Come sempre, ho imparato qualcosa.