Nascita del progetto In Biblioteca con Isa

Oggi Grazia e io ti raccontiamo di un nuovo progetto per Isa che riguarda alcune visite in biblioteca. Lascio la parola a Grazia e poi ti racconto il mio “backstage”, ovvero come ho costruito le fasi di questo progetto.

Isabella e la biblioteca: il racconto di Grazia

In un periodo in cui nella vita di Isabella la dipendenza dal libro torna prepotentemente a farsi sentire, l’idea di accompagnare Isa in biblioteca può sembrare un progetto surreale e quasi stonato.

Non passa giorno in cui lei non chieda insistentemente un libro; è l’oggetto più vagheggiato, sospirato, implorato, preteso.

Le sue richieste sono pressanti e, quando finalmente vengono accontentate, il libro tanto anelato viene distrutto con una precisione chirurgica, seguendo un rituale ben definito.

Ebbene proprio in un periodo così difficile è nato il progetto “In Biblioteca con Isa” per soddisfare la sua sete di toccare, sfogliare e palpeggiare l’oggetto del suo desiderio, ma anche per sfatare un tabù, per darle fiducia, avendo cura di preparare con attenzione l’evento, di trovare degli alleati all’interno della biblioteca e di mettere in conto la possibilità di una veloce fuga nel caso in cui l’esperienza possa creare un livello di tensione insopportabile per Isa.

Gabriella ha preso contatti con la Biblioteca del suo quartiere, la Biblioteca Cesare Malservisi del quartiere Lame e dopo abbiamo fatto insieme un sopralluogo per conoscere la Dirigente e i suoi collaboratori e per vedere l’organizzazione degli spazi interni.

L’accoglienza è stata calorosa per cui abbiamo concordato giorno e orario per accompagnare Isabella in un momento non troppo affollato.

Quando finalmente arriva il giorno X, Isa è piuttosto eccitata.

Per strada cammina velocemente, quasi strattonando la mano di sua madre per la fretta di arrivare. Gabriella è tesa e ha un fastidioso mal di testa.

Di fronte a questa nuova sfida, vecchi timori sopiti annuvolano il nostro cielo: paura di disturbare gli altri studenti e che Isabella possa strappare le pagine o che non si accontenti di portare a casa un solo libro.

Si spalancano le porte del Paradiso: il nostro ingresso in biblioteca

Isa sembra felice ed emozionata.

All’ingresso controllano il green pass e ci igienizziamo le mani; Isa è abituata a questo rito e anche a tenere la mascherina per brevi periodi, per cui non ci sono problemi.

Inizia a guardare con interesse i libri vicino all’ingresso, ma dopo poco si avvia a passo spedito lungo il corridoio che è tutto tappezzato da libri.

Isa con i suoi occhi di falco esamina rapidamente l’ambiente: ai lati del corridoio si aprono diverse sale straripanti di volumi, riviste, giornalini, quotidiani.

Quando qualcosa colpisce la sua attenzione estrae il libro, lo sfoglia e se non la interessa sorprendentemente lo rimette al suo posto senza che noi dobbiamo intervenire; Gabri e io ci scambiamo sguardi estasiati!!!

Isa entra ed esce rapidamente dalle sale, come se stesse cercando qualcosa e in effetti l’ultima stanza in fondo a sinistra è proprio la sala del tesoro, quella dei libri cartonati!

La copertina rigida ha un fascino del tutto speciale per Isabella perché si adatta bene alla presa delle sue mani e quando Isa afferra la copertina le pagine interne dondolano languidamente come un ventaglio. La copertina cartonata si presta però, meglio di ogni altra, ad essere la vittima sacrificale quando Isa decide di distruggere la sua amata creatura: il cartone viene scuoiato strato per strato con un rituale quasi afrodisiaco che penso le procuri un immenso piacere.

E’ovvio che tale comportamento in biblioteca non sia consentito e sorprendentemente Isabella l’ha capito e messo in pratica senza nessun intervento da parte nostra.

Dopo aver esaminato diversi volumi, la sua scelta cade su Raperonzolo, un libro con una copertina dai colori molto suggestivi e con disegni meravigliosi. Isa sa apprezzare le cose belle (anche se a volte poi le distrugge) così come sa godere ed emozionarsi di fronte alla buona musica.

Et voilà, le jeux sont fait!

Isa ha fatto la sua scelta e accetta di buon grado di passare in un’altra stanza dove ci sediamo. Gabriella prova a sfogliare Raperonzolo insieme ad Isa, ma senza grande interesse da parte sua.

Il prestito di un libro

Passiamo rapidamente nella sala delle riviste, ma l’attenzione di Isabella è calata per cui ci avviciniamo all’uscita per formalizzare il prestito del libro.

Quando la bibliotecaria chiede di aver indietro il libro per espletare la pratica burocratica, Gabri e io sentiamo un brivido lungo la schiena, ma Isabella in uno sprazzo di generosità le cede per un attimo il suo tesoro. L’impiegata comprende e le restituisce il libro insieme ad un sorriso.

Così – sorprendentemente – usciamo con 1 solo libro, il più bello del reame, senza proteste, senza nessun indugio, senza più mal di testa, come tre amiche che si sono date appuntamento in una biblioteca dove sarà piacevole tornare.

Testo di Maria Grazia Lungarini 

Il backstage di Gabriella: le fasi del progetto e come lo abbiamo costruito

Prima di iniziare le nostre visite alla biblioteca ho contattato la referente del Set: servizio educativo territoriale, e le ho chiesto se potevo sentire dalla Biblioteca di quartiere se fossero disponibili ad accogliere Isabella per il prestito.

Direte: “ma perché mai,  per poter andare semplicemente in Biblioteca per un prestito,  bisogna far intervenire la referente del SET?

Isa ha una vera passione/ ossessione per i libri; diversi anni fa, e per molto tempo, abbiamo dovuto evitare di stare in qualsiasi luogo ci fossero dei libri. In casa erano tutti nascosti in un armadio inaccessibile, a scuola i suoi compagni dovevano tenere sempre i diari negli zaini se si voleva evitare che Isa appena arrivata li tirasse tutti giù per terra, entrando in classe ogni mattina.

Negli anni abbiamo costantemente lavorato per fare in modo che Isa potesse avere un rapporto equilibrato con i libri poiché non era sostenibile vivere in un mondo di libri nascosti. Ma dopo la fine della scuola abbiamo avuto una grossa regressione

Il sopralluogo era quindi necessario. Bisognava vedessimo gli spazi prima che Isa ci andasse per la prima volta, per valutare preventivamente se ci fosse qualcosa di davvero difficile da sostenere per lei. E così io, Grazia, e la referente del servizio per adulti abbiamo fatto il sopralluogo, incontrando le addette e la responsabile della biblioteca.

Ho cercato le foto della biblioteca on line, le foto degli spazi, le ho fatte vedere a Isa con l’Ipad, cercando di spiegarle cosa saremmo andate a fare.

Erano molti anni che Isa non metteva piede in nessuna biblioteca, proprio perché il suo rapporto con i libri è sempre stato molto difficile e noi eravamo sempre preoccupati che potesse avere comportamenti inadeguati.

Le foto digitali degli spazi gliele ho fatte vedere appena subito prima di andare in biblioteca. E’ importante spiegare bene a Isa cosa si andrà a fare, ma in questi anni abbiamo imparato che dirglielo troppo presto, può provocare ansia, attesa che non riesce a gestire, per questo ogni volta che dobbiamo affrontare una nuova esperienza, anche molto emozionante come questa, le parlo, ma glielo dico appena subito prima che accada davvero. Avevo anche stampato alcune delle immagini da portarmi dietro e usare per la sua agenda visiva.