Le stereotipie e la nostra strategia

La distruggi documenti

Da qualche settimana è arrivata a casa nostra una piccola macchina trita carte: un distruggi documenti.

Era da un po’ che Alberto diceva: “Su dai, prendiamo una distruggi documenti, così facciamo un po’ d’ordine nei nostri armadi.”

Io facevo resistenza, ma poi alla fine, vuoi per la quarantena, vuoi perché ogni volta che pensiamo di acquistare un marchingegno che aiuti in un’attività manuale io dico: “Ok come posso usarla con Isabella?” alla fine ho detto di sì e l’abbiamo comprata.

D’altronde in questi giorni di isolamento sociale in cui Isabella è sempre a casa (come tutti), io immagino e ipotizzo attività casalinghe da aggiungere a quelle che già fa, per dare un senso di realtà e concretezza al suo tempo e magari imparare nuove attività.

Qualche anno fa, quando Isabella stava per compiere 18 anni, ho avuto paura. Più paura di quanta ne avessi avuta negli anni precedenti, perché sapevo che, passati al di là della linea della maggiore età, avremmo perso inesorabilmente molte risorse, persone, luoghi, cose e quindi la rete che fino ad allora ci aveva sostenuti. Allora ho pensato: “Che cosa posso fare?” È iniziato un cambiamento, è avvenuta quella che io chiamo un’evoluzione ed è iniziata dall’interno. Dall’interno della nostra casa.

Ho pensato che se fossi riuscita ad integrare Isabella all’interno della nostra vita quotidiana avremmo avuto la vita un po’ più facile.

Interrompere, anche per poco, le stereotipie

Per farlo ho iniziato una lotta costruttiva con le sue stereotipie interrompendole (all’inizio anche solo per pochi secondi) e costruendo all’interno di quelle interruzioni apprendimenti che avevano la caratteristica di essere assolutamente contestuali sia riferiti al luogo, sia riferiti all’età, sia riferiti al contenuto.

Faccio un esempio.

Subito dopo il risveglio ho insegnato a Isa a fare la colazione, intesa come azioni da compiere ma anche come momento specifico della giornata in cui avviene la colazione.

Può sembrare un’ovvietà ma per una persona con autismo non lo è.

Isabella potrebbe essere in grado di eseguire tutte le azioni per prepararsi la colazione dopo che noi glielo abbiamo insegnato passo passo, ma non essere in grado di sapere/essere interessata che la colazione si fa in cucina e a una determinata ora o sapere quali sono gli alimenti che si usano per una colazione.

IL DISTRUGGI DOCUMENTI è arrivato a casa nostra così come negli anni sono arrivati:

  • il tagliaverdura a mano
  • il tritaverdure
  • il tritatutto elettrico con bottone a spinta per avviarlo
  • carta igienica pretagliata
  • phon a muro
  • ganci per maglie e pantaloni
  • piega magliette
  • taglia uova
  • inaffiattoio piccolo
  • ecc.

Le abilità che facilitano l’interruzione delle stereotipie

Tutti questi piccoli attrezzi sono arrivati a casa nostra nel tentativo di trovare un modo abbastanza semplice ma non troppo differente dall’uso comune per fare azioni e parti di esse in maniera completamente autonoma, in un piccolo procedimento dall’inizio alla fine.

Così come avevo visto fare a Jacopo in un video che avevo scovato quasi per caso e che mi aveva molto colpito.

Non che in passato non avessimo contrastato le sue stereotipie, anzi, erano già circa 8 anni che lavoravamo su questo e tante cose erano cambiate e migliorate, ma eravamo focalizzati sull’apprendimento delle abilità e contestualmente si lavorava sulle stereotipie.

Adesso la situazione era ribaltata: le abilità entravano mano a mano nell’interruzione della stereotipia.

La prima volta: il caffè

Mi viene in mente che la primissima volta in cui ho fatto questo è stato quando ho insegnato a Isabella a fare il caffè.

La cosa che mi interessava più di tutte, perché secondo me rappresentava un vero tassello di autonomia, era che lei fosse in grado di farlo senza nessun tipo di input se non: “Dai Isa, prepara il caffè”.

Anche questa sembra un’ovvietà ma non lo è e faccio un esempio.

Quasi sempre la persona autistica ha bisogno, per compiere una sequenza di azioni, di qualcuno che dia istruzioni verbali per ogni fase o più fasi, o suggerimenti visivi o indicativi. Se qualcuno di questi input, per un motivo o l’altro, dovesse mancare, la persona potrebbe non essere in grado di svolgere la sequenza di azione.

Quello che volevo fare era liberare Isabella da questa necessità e nello stesso tempo dare a me spazi di autonomia. Il risultato con il caffè è stato strabiliante. In pochi giorni Isabella è stata in grado di preparare il caffè, dopo una richiesta chiara e con un minimo di aiuto manuale quando arrivava il momento di stringere la moka.

Le abitudini di vita di una persona adulta

Ho pensato: come è fatta la vita di una persona adulta, come è strutturata la nostra giornata e la nostra vita familiare? Come posso integrare queste due cose?

Sono partita appunto dalla colazione, poi ho pensato: noi mangiamo tante verdure e soprattutto facciamo tutti i pranzi e le cene a casa e quindi ho acquistato un taglia verdure che Isa fosse in grado di usare in maniera autonoma dopo averlo predisposto io.

Ho inserito il taglia verdure nel momento reale della giornata in cui noi avremmo iniziato a preparare la verdura per la cena.

Partivo sempre dall’interno della sequenza, dall’azione che sapevo avrebbe fatto meglio. Facevo io le azioni che sapevo avrebbe avuto difficoltà a fare ma già ipotizzando come avrei potuto aiutarla a fare da sola, senza modificare né l’attrezzo, né il tempo, né la sequenza.

Solo se non trovavo una soluzione senza modifica effettuavo la modifica meno invasiva possibile.

E così quando abbiamo acquistato il trita documenti noi eravamo già allenate e Isa ha subito accettato e capito come usarlo e nel giro di 1 giorno .

Abbiamo individuato un posto adatto sulla scrivania di fronte alla finestra, così può guardare fuori quando lo usa, di solito al pomeriggio, quando nella camere arriva un bel sole.

Il distruggi documenti è molto piccolo (lo abbiamo scelto apposta) e io predispongo la quantità esatta che può distruggere nel tempo in cui si riempie, così che – come per il caffè – possa svolgere tutta l’azione completamente da sola, senza nessun input da parte mia.

Isa accende, prende uno dopo l’altro i fogli e spegne quando ha finito la quantità e si è riempito il contenitore sotto le lame.

Ci mette attenzione/coordinazione, sorrisi ed è molto centrata.

Ecco come è diventata un’attività quotidiana