Isabella e le cucine popolari

Oggi voglio condividere con voi un’esperienza di Isa extra- casalinga.

In questo BLOG spessissimo raccontiamo di cosa accade a casa, perché è l’ambiente nel quale siamo riusciti a sviluppare tantissime attività. Quella di cui vi parlo oggi, si è interrotta a causa del Covid, ma è già un piccolo patrimonio di Isa e speriamo presto di poterla riprendere. È descritta in questo articolo che Cucine popolari – Bologna social food, ha pubblicato il 24 aprile

DIARIO CUCINE POPOLARI pag. 53

Nell’articolo sono riportati il mio racconto ed alcuni stralci della conversazione con la Responsabile del Centro Italicus , una delle sedi di Cucine Popolari. http://www.civibo.it/?p=1699

Bologna, sabato 27 ottobre 2018

Dea Melotti, Responsabile del Centro Italicus, mi invia una mail

“Sono Gabriella, la mamma di Isabella. Dea, La ringrazio tantissimo per le gentili parole e per la sua proposta. Non so esattamente se e quanto potrà essere effettuabile, tuttavia ci terrei molto a conoscerla e, eventualmente, a farle conoscere Isabella per parlarne insieme.” È con queste parole, in risposta alla mail di Dea, che è iniziata l’esperienza di Isabella e della nostra famiglia alle Cucine popolari.

Ci avevano contattato dopo aver letto una mia lettera su un quotidiano, lettera in cui raccontavo le nostre difficoltà come famiglia che conviveva con l’autismo. A quell’epoca la scuola era appena finita e Isabella aveva sostenuto il suo esame di maturità: era stato un momento molto emozionante, ma si apriva davanti a noi qualcosa di sconosciuto. Stavamo per perdere buona parte della rete che aveva sostenuto Isabella fino a quel momento e avevamo tanta paura.

Nella sua mail, Dea Melotti scriveva: “Sono rimasta colpita da quanto esposto dalla mamma di Isabella. Sono la presidente di un centro sociale di Bologna”, ITALICUS V. G. A. SACCO N. 16 “; per noi l’aiuto e la solidarietà sono importanti, collaboriamo con “Le Cucine popolari”, che serve pasti a chi ha bisogno. Credo che nel nostro contesto si possa trovare spazio per un lavoro a Isabella: siamo tutti volontari ma potremmo costruire con l’ASL un piccolo rapporto di lavoro. Sono certa che Isabella sarebbe utile alle persone che fruiscono dei pasti, ma questa solidarietà sarebbe importante e gratificante per lei.”

A noi l’idea piacque moltissimo, ci fece immediatamente sentire meno soli e ci mettemmo subito in moto per organizzare un incontro con i volontari, l’educatrice e USSI Disabili adulti (un servizio che si occupa di disabili adulti) che avrebbero seguito e supportato Isabella. L’esperienza poteva essere un ottimo momento, per Isa, per mettere in pratica alcune abilità che aveva già imparato (apparecchiare i tavoli, sistemare le sedie, riempire le caraffe, sistemare i cestini del pane sopra i tavoli e così via) in un ambiente diverso da quello domestico ed in qualità di volontaria. Certo, Isabella avrebbe avuto bisogno del supporto di una figura educativa che potesse fare da mediatore per la comunicazione e che la accompagnasse.  Questa figura avrebbe anche dovuto osservare l’ambiente circostante per valutare se fossero presenti troppi elementi di disturbo che avrebbero potuto sovraccaricare Isabella. La bellezza de progetto stava nel poter offrire a Isabella l’inserimento in un contesto di lavoro reale, con un supporto educativo individuale, in cui potesse acquisire e consolidare abilità legate alle attività di cucina e, perché no, partecipare, successivamente, a momenti di incontro con gli altri volontari delle Cucine Popolari, naturalmente sempre supportata.

Certo, era tutto da preparare nei dettagli, come tutte le cose che riguardano le persone autistiche. Il primo sopralluogo (sì, sopralluogo è la parola giusta, poiché andavano osservate tutte le caratteristiche dell’ambiente, per poter preparare nel modo giusto Isabella) lo abbiamo fatto il 17 luglio 2019. Il progetto è iniziato il 27 settembre 2019 e prevedeva la presenza di Isabella, insieme alla sua educatrice, il venerdì mattina, prima dell’orario fissato per l’arrivo degli ospiti e la distribuzione dei pasti Qualche giorno prima dell’inizio, quando abbiamo incontrato alcuni volontari per definire gli ultimi dettagli, c’è stata sin da subito una grande attenzione ai bisogni di Isabella e anche tante domande per poterla conoscere meglio.

Avevamo concordato che durasse fino ad agosto 2020, ma il sopraggiungere della pandemia ha interrotto bruscamente questo progetto: siamo fiduciosi di poterlo riprendere, appena la situazione tornerà alla quasi normalità!