Imprevisti e autismo: aumentare tolleranza e flessibilità

la colazione

In una persona autistica  gli imprevisti a volte possono scatenare dei comportamenti problema, difficili da risolvere. Noi con Isabella abbiamo imparato che non  dobbiamo mai sottovalutare il fatto che lei  prediliga  una certa sequenza di cose, attività,  oggetti. Ecco come  abbiamo proceduto per aumentare la tolleranza e la flessibilità.

Un piccolo imprevisto

Stamattina Alberto come al solito ha accompagnato Isabella da Renato. Appena ha messo piede in macchina, ha acceso lo stereo e si è subito accorto che il display della strumentazione della macchina non funzionava, la musica però si sentiva. Piccolo imprevisto.
Isabella ha fatto qualche mugugno di disapprovazione, ma niente di più, fortunatamente non si è arrabbiata del tutto.

Ma Alberto sa, come me, che un imprevisto di questo genere può creare grossi problemi, e ogni volta che si fermava ad un semaforo per il rosso, ha fatto vari tentativi per tentare di  far riaccendere il display.

Alla fine, ha dovuto arrendersi, non ci è riuscito. E ha pensato: “ok, adesso lascio Isa per la sua lezione e poi chiamo l’assistenza per la macchina.

Isa non ha perso completamente le staffe (insomma non ha avuto un Comportamento Problema), ha fatto solo dei mugugni di disappunto.

Certo sarebbe stato peggio, se oltre ad avere il display spento, non si fosse sentito, neanche l’audio della radio. Questo episodio mi ha fatto venire in mente tutto il lavoro che abbiamo fatto alcuni anni fa per passare da ASCOLTARE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE LA MUSICA CHE PRETENDEVA ISABELLA ad ARRIVARE AD ASCOLTARE LA RADIO, cioè una sequenza di musica casuale intervallata a parole, a spot pubblicitari e ad altro: una sequenza  variabile.

Una rigidità di Isa, se vogliamo una rigidità di poco conto che si potrebbe pensare possa interferire poco con la vita quotidiana, ma il nostro episodio del pulmino senza lettore ci aveva insegnato che non dovevamo mai sottovalutare il fatto che Isa prediligesse/pretendesse una certa sequenza di cose, attività , oggetti .

Come abbiamo proceduto per aumentare tolleranza e flessibilità

Dopo l’ episodio del pulmino senza lettore abbiamo iniziato ad interrompere queste rigidità/situazioni ripetitive lavorando soprattutto sul tempo: ad ogni interruzione, tenevamo in considerazione il tempo che Isabella era in grado di sostenere senza l’oggetto/situazione ripetitiva, senza dare in escandescenza e riempivamo quel tempo (all’inizio fatto anche solo di pochi secondi) con attività che riflettessero ciò che in quel contesto accade realmente. La bussola che ci guidava nella scelta della durata dell’interruzione stereotipia/rigidità era il TEMPO DI ISABELLA (il tempo effettivo in cui tollerava l’ interruzione senza che si scatenasse il comportamento problema). La bussola che ci guidava nella scelta delle attività/azioni era, invece, il CONTESTO in cui eravamo.

In questa occasione , come in quella del pulmino, mi sono resa conto che bisognava: da una parte  trovare un modo per spiegare a Isa tutto e, dall’altra, trovare un modo per farla “scontrare” con l’imprevedibilità, nell’arco delle sue giornate, senza per questo scatenare l’inferno

Un altra sfida da superare

Quindi quando Alberto è tornato e mi ha raccontato cosa fosse successo, io ho detto:” Bene, prendiamo spunto da questo episodio, perché sappiamo che in base a quello  che è accaduto oggi, noi  dobbiamo ingegnarci affinché Isa possa accettare anche il display spento e musica spenta. Ho pensato che sarebbe stato utile a questo scopo, predisporre dei piccoli tratti durante i nostri viaggi in macchina, in cui la musica fosse spenta, monitorando se questo producesse o meno comportamenti problema o anche solo mugugni di disapprovazione,
perché effettivamente la musica spenta non la teniamo mai e quindi mai abbiamo provato gli effetti di questo sul comportamento di Isabella.

So che sembra una cosa trascurabile, ma non lo è, nel senso che è proprio la nostra attenzione  su queste “cose trascurabili” che ci ha permesso (sia a noi che a Isabella) di affrontare e spesso superare le “cose importanti e sostanziali”, ma soprattutto quello che  abbiamo imparato è che affrontando in questo modo   cose concrete, come questa del display,  avviene una vera e propria flessibilizzazione di Isabella a piccole dosi.

E questa è la cosa che più ci ha permesso e ci permette di vivere una quotidianità sostenibile integrando i nostri due sistemi di funzionamento (il nostro “normale” e quello di Isabella “autistico”)