Chi siamo

Siamo “GAIE”.

GAIE” è l’acronimo di Gabriella Alberto Isabella Eleonora ed è la sigla con la quale ci firmiamo spesso.

Viviamo a Bologna da più di vent’anni e raccontiamo la nostra vita quotidiana con Isabella, ragazza autistica di 24 anni.

Quando Isabella ha compiuto 18 anni ci hanno proposto di visitare i luoghi che ospitano adulti con disabilità (il futuro prospettatoci per nostra figlia).

Nonostante tutta la fatica affrontata in questi anni e i numerosi progressi di Isabella, in quel preciso momento è diventata evidente:

L’AMPIEZZA DI CIO’ CHE MANCAVA RISPETTO A QUANTO OTTENUTO.

Il 17 gennaio 2015  Isabella è diventata maggiorenne ed è come se avessimo fatto un salto in un grande buco nero.

Isabella, stava per diventare, o forse lo era già, una “desaparecido” per la società e abbiamo attraversato giorni difficili.

Sentivo di dover fare qualcosa per impedire che Isa diventasse invisibile e ho voluto fare un esperimento: dal 28 maggio al 26 giugno 2015 abbiamo vissuto senza la rete delle Istituzioni.

Ci siamo trasferiti nudi e crudi, in una casa diversa dalla nostra: davvero solo noi e Isabella. Perché ,benché in tutti gli anni precedenti avessimo vissuto insieme, la percezione era di non averlo mai fatto pienamente.

Con questo piccolo esperimento abbiamo voluto dimostrare che una vita vera, normale, insieme a Isabella è possibile e che non abbiamo sempre bisogno di qualcuno che faccia con lei qualcosa per tenerla occupata: la sua occupazione principale può essere vivere la vita come tutti.

All’improvviso ci è sembrata l’unica strada possibile da percorrere.

Abbiamo condiviso con lei ogni momento della giornata e della notte; siamo tornati all’essenza “primordiale”, a ritmi di vita naturali.

Svegliarsi, fare colazione, andare al supermercato, fare lunghe passeggiate nella natura, preparare il pranzo, riordinare, fare il caffè, andare in treno, tutte cose che lei ha fatto e che noi abbiamo finalmente capito e imparato a fare insieme a lei.

Un assaggio di questa vita “primordiale” l’avevamo fatto a Pasqua, passando qualche giorno a casa della nonna Iolanda e in quell’occasione, per la prima volta, abbiamo provato a mettere in pratica il nostro esperimento di VITA VIVA.

Ho ricominciato prima a fare foto da sola e in maniera artigianale, successivamente con la collaborazione di una giovane fotografa che periodicamente veniva a casa.

Ho iniziato a scrivere dei testi che, integrati con le immagini, potessero essere utili a raccontare la persona che è Isabella e potessero aiutarla a vivere secondo i suoi desideri.

L’obiettivo era trovare parole attraverso cui narrare la  nostra quotidianità con Isabella e che servissero a descrivere la persona che era diventata e che sarebbe voluta diventare.

Fotografo con le parole il presente perché è il modo per costruire il futuro attraverso strategie concrete.

Dal 2020 sto sviluppando, concretamente, questo progetto di narrazione della vita di Isabella.

Racconti scritti, video-racconti ed anche un podcast che normalmente pubblico sulla nostra pagina fb sono gli strumenti con cui do corpo a ciò che voglio condividere.

Si tratta di piccoli racconti che “metto al servizio” della Comunità e che riguardano quello che abbiamo imparato.

Nei racconti che scrivo sono attenta ad utilizzare un linguaggio semplice, ma anche opportunamente complesso quando descrivo situazioni quotidiane dalle quali scaturisce il tipo di funzionamento mentale di Isa. Quello che abbiamo imparato Alberto e io in questi anni è che come genitori di persone autistiche, non possiamo mantenere la nostra capacità genitoriale se non apprendiamo il funzionamento autistico. Come figure genitoriali che si educano, possiamo  essere la voce dei nostri figli fino a quando  non troveranno il modo di comunicare autonomamente, se mai lo faranno.