Due Panchine Blu per l’Autismo a Bologna

Un progetto di cittadinanza attiva: l’inaugurazione

Giovedì 13 luglio finalmente abbiamo inaugurato la prima panchina blu del Quartiere Navile all’ interno del Parco Lunetta Mariotti.
È stata una bella festa!
La panchina come luogo di incontro e di conoscenza e, perché no, di riflessione su un tema complesso come l’Autismo.
Eravamo in tanti.
E le panchine forse proprio questo penso possono fare: “condividere uno spazio confortevole tra persone che prima non si conoscevano”.

Il patto di collaborazione “Due Panchine Blu per l’Autismo” in qualche modo vuole integrare un percorso già avviato, ma anche divulgare quello che abbiamo imparato e che vorremmo condividere con il territorio e la comunità. È un progetto di prossimità che nasce per cercare di dare il nostro contributo per accorciare le distanze tra le persone autistiche e il loro territorio di appartenenza, partendo dalla nostra esperienza concreta di famiglia che abita nel Quartiere Navile.

Avere una panchina blu dove andare significa anche per Isabella avere un posto concreto, che Isa si può immaginare nel momento in cui io le dico: Andiamo alla panchina Blu?

Così Isa comprende che c’ è un posto dove poter andare, sentirsi a suo agio, ascoltare la musica, essere visibile e riconosciuta per quello che è e noi speriamo davvero che possa servire anche ad altri. Focus del nostro attivismo gentile (io lo chiamo così) è quello di riuscire a non essere invisibili.

Se ci pensate un attimo a cosa serve una panchina? A sedere e a riposarsi. Per noi tutti è assolutamente normale quando siamo stanchi, sederci e riposarci, magari proprio su una panchina che incontriamo durante il nostro tragitto. Ma per Isa e per le persone autistiche può non esserlo.

Una persona autistica se è con te in un in un posto che non conosce, a cui non è abituata, e le dici siediti un po’ perché sei stanca, non è così scontato che lo faccia, perché questo esce dalle sue abitudini, dai suoi tracciati.  Non è scontato per una persona autistica cambiare i propri tracciati, i propri percorsi.

 

Nello spazio intorno alla panchina, organizzeremo dei piccoli eventi aperti a tutti. Le persone potranno sedersi, potranno chiacchierare, anche senza sapere nulla dell’autismo, ma magari vedere la targhetta li farà un attimo riflettere, farà venire voglia di approfondire.  È anche un luogo di speranza per dare voce alle persone che non ce l’hanno, voce anche in maniera proprio fisica perché questi eventi, questo scambio, questa presenza fisica che può essere di persone autistiche e no, saranno l’ occasione per  metterci tutti un po’ alla prova.

Questa convivenza non è semplice e ha bisogno di pratica e di conoscenza. Non uso la parola convivenza a caso, io la preferisco alla parola inclusione poiché pone l’accento sia sulle differenze, sia sulle uguaglianze.

La panchina potrà diventare un luogo dove non sentirsi troppo fuori posto.

Grazie a Federica Mazzoni, Presidente del Quartiere Navile e a tutti i suoi collaboratori che ci hanno supportato, ad ANGSA Bologna. al Servizio Educativo Territoriale per la disabilità, ad Attacchidipalco, agli amici, agli educatori e a tutte le persone che sono state con noi alla Panchina Blu del Giardino Lunetta Mariotti, sfidando le temperature bollenti di un afoso pomeriggio d’estate. 😀 Un ringraziamento particolare a Eleonora  per il reportage fotografico.

Inaugureremo la  seconda Panchina Blu per l’ Autismo il 21 settembre alle ore 17.30 in Via Marco Polo 51, nello spazio antistante il Centro Civico Borgatti e vi aspettiamo anche il 22 ottobre per uno spettacolo itinerante tra  le due panchine organizzato dall’ associazione teatrale Teatramici.

Testo di Gabriella Mazza

Una goccia nell’oceano – la costruzione di una rete di sostegno radicata nel  territorio

Dopo il progetto “In biblioteca con Isa”‘ che ha permesso ad Isabella di frequentare la sua amatissima biblioteca di quartiere, ci siamo domandate quale sarebbe stato il passo successivo.

Il nostro obiettivo è quello di permettere ad una persona autistica di vivere pienamente la propria città, attraverso la costruzione di una rete di sostegno radicata nel territorio.

Il Quartiere è quell’oceano in cui ogni persona può fare la differenza: il vicino di casa, il barista, l’edicolante, la bibliotecaria, il signore che passeggia con il suo cane, lo studente fuori sede, il pensionato o la persona in carriera. Non ci sono preclusioni di sorta!

Ognuno può sentirsi parte di un tutto, ognuno può decidere di non guardare dall’altra parte,

ognuno può semplicemente riconoscere la propria natura di goccia in quell’oceano sconfinato.

Come diceva Madre Teresa “quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma l’oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo”.

Testo di Maria Grazia Lungarini

La panchina blu degli incontri

Il Patto di Collaborazione con il Quartiere Navile ci ha permesso di adottare due panchine per sensibilizzare la comunità sul tema dell’Autismo.

La prima è nel parco Lunetta Mariotti di fronte all’Orto Europa.

In una afosa giornata di luglio con grande emozione abbiamo visto la nostra panchina vestirsi di uno smagliante blu cobalto con la collaborazione del signor Vito, un volontario dotato di somma esperienza e di grande cuore.

Isabella, con l’aiuto di papà Alberto, ha dato il tocco finale, sostenuta ed applaudita dal suo caloroso fan club, come ben raccontato nel servizio fotografico di sua sorella Eleonora.

È stato allora che Riccardo, uno studente fuori sede, si è avvicinato per offrirci il suo aiuto.

Due braccia in più non si rifiutano mai e il nostro lavoro ha viaggiato speditamente, senza che Isa fosse affatto turbata dalla presenza di due uomini a lei sconosciuti.

Una signora, che portava a spasso il suo cane di nome Golia, si è avvicinata alla nostra panchina e ha chiesto ad Isa se lo volesse accarezzare.

Gabriella le ha raccontato che Isabella ha un discreto timore dei cani, ma la signora l’ha rassicurata dicendole che Golia è un cane buonissimo. Mentre pronunciava queste parole la signora ha preso il cagnolino in braccio e si è chinata ai piedi di Isabella. Dopo qualche indugio Isa si è fidata e ha “concesso la sua mano” a Golia per una fugace carezza.

Isa mi è sembrata a suo agio, certamente perché rassicurata dall’affetto della sorella e dei suoi genitori, ma l’impressione che ho ricevuto è che in questo contesto così eterogeneo anche lei fosse serena e a tratti piuttosto divertita.

In fondo è proprio questo il senso del nostro progetto: una panchina blu come luogo di incontri, dove ogni persona possa sentirsi accolta.

Testo di Maria Grazia Lungarini

Affinità elettive 

Avevamo sognato di adottare una panchina all’interno di un parco, avevamo individuato il luogo, secondo noi, più adatto, avevamo immaginato un posto dove poter parlare di autismo, ma soprattutto un luogo dove potersi incontrare.

Le persone autistiche e le loro famiglie hanno bisogno di contesti veri, di situazioni reali in cui poter incontrare altre persone!

Una panchina vicino agli orti è un luogo ideale perché l’ortolano sa come prendersi cura del suo orto, sa che deve farlo tutti i giorni con fatica e tenacia, se vuole raccogliere i frutti.

Credo che sotto questo aspetto ci sia una affinità elettiva fra chi lavora la terra e chi convive con l’autismo e penso che in qualche modo parlino lo stesso linguaggio.

Chissà se questa vicinanza nel tempo potrà dare dei frutti…

Testo di Maria Grazia Lungarini