AUTISMO – SERVIZI, DIALOGO, TERRITORIO

La relazione con i Servizi sul territorio è per noi un tema fondamentale: il futuro di Isabella dipende da come riusciremo a garantirle un adeguato sviluppo identitario.

La questione ha cominciato a porsi – sempre di più – al termine del ciclo scolastico: abbiamo studiato le proposte  del Servizio per adulti disabili e ho pensato che la strada giusta fosse proprio nel dialogo e nel confronto per costruire qualcosa che fosse adatto ai bisogni di mia figlia.

Rivendicare i propri bisogni per costruire insieme

Per le famiglie con persone con autismo è importantissimo aprire finestre di dialogo con il territorio e riuscire a fare sistema con i Servizi di riferimento.

Rivendicare i propri bisogni in modo chiaro, trasparente e sereno serve a costruire progetti declinati sui loro bisogni.

Il dialogo permette di costruire insieme e costruire insieme significa anche sperimentare, lavorare per approssimazioni successive e tarare il progetto sulle specificità della situazione.

Bisogna trovare sempre dei compromessi ma è importante rimanere focalizzati sull’obiettivo che nel mio caso è il benessere di Isa e la sua evoluzione e creare qualcosa che sia poi utile a tutti.

Non sempre è facile ma per la nostra, come per molte altre famiglie, è sicuramente necessario.

L’opportunità della sperimentazione per replicare

Non è facile e occorre grande impegno da parte di tutte le persone coinvolte, ma può essere poi replicato, diventare un FORMAT: si prende sempre più consapevolezza delle criticità, dei bisogni, dei comportamenti-problema di ciascun partecipante e in sinergia si riesce a far crescere quel progetto, adeguando l’attività sempre più alle persone cui si rivolge.

Il progetto “Filiera Corta”

Isabella, da un po’ più di un anno, partecipa al progetto “Filiera Corta ” che è un progetto, strettamente legato ai ritmi della natura per la parte dedicata all’orto coltura, al lavoro artistico artigianale e offre laboratori permanenti a persone con disturbi dello spettro autistico o altre disabilità ad esso correlate,
è un’esperienza di co-progettazione nata con una  collaborazione tra Mangialafoglia ETS, Ausl DSM, Distretto di Committenza e Garanzia, Comune di Bologna area Welfare e Promozione del Benessere della Comunità,  supervisionata da un Analista del Comportamento BCBA e un Assistente Analista del comportamento.

Il progetto nasce  per valorizzare al massimo la qualità di vita dell’individuo.
Queste alcune delle attività produttive proposte a Isabella:

Allestimento e riordino degli spazi comuni sia per attività di cucina che in laboratorio; mondatura e taglio ortaggi; spostamento foglie, vasi, terra con carriola; uso del rastrello per raccolta foglie; preparazione vasi da semina; pulizia attrezzi da lavoro; semina e interramento bulbi; annaffiatura; raccolta fiori ed erbe aromatiche; essiccazione erbe e ortaggi; confezionamento erbe aromatiche e ortaggi essiccati per la vendita; preparazione di cassette di ortaggi per la vendita; preparazione cassette natalizie o promozionali; scrittura su etichette tramite PC; serigrafia su tela per shoppers destinate alla vendita; laboratorio della creta per costruzione vasi; decorazione pittorica di vasi e cassette in legno; levigatura, pittura e decorazione legno.

Il legame con il territorio

Andare in biblioteca, poter frequentare il supermercato di quartiere, praticare un’attività in piccoli gruppi nel parco sotto casa: crediamo che sia fondamentale che Isabella possa fare tutte queste cose. Perché Isa esiste ed è giusto che possa avvalersi anche lei dei Servizi alla persona. Il dialogo è l’unico e più importante mezzo che abbiamo per incentivare attività alla sua portata, per costruire qualcosa che possa essere utile a lei ma non solo.

Diventare adulti con autismo è quasi impossibile: la parola “indipendenza” assume un significato differente per famiglie come la nostra. Ed è proprio per questo che c’è tanto bisogno di fare rete, di sostegno e di ascolto: col passare del tempo si possono acuire i comportamenti-problema e – lo sappiamo – in alcuni casi possono sfociare anche in autolesionismo o aggressività verso gli altri.

Se Isabella continua ad avere una vita attiva anche ora che è adulta e possiamo lavorare in concerto tra famiglia, operatori e Servizi, diventa meno faticoso trovare l’equilibrio e calmierare anche certi comportamenti..

E ogni giorno penso che quello che sperimentiamo noi, le difficoltà e le sfide che affrontiamo e che cerchiamo di risolvere possano davvero diventare un “canovaccio” che spero consenta di agire sempre più fluidamente, in ascolto di Isabella e della persona che è, per promuoverne l’integrazione e l’autonomia, nel modo più adeguato per lei.