Autismo e regole sociali: come ho aiutato Isabella

Autismo e regole sociali: come faccio ad insegnare il comportamento esatto e adeguato in una determinata situazione? Ecco come ho aiutato Isabella ad apprendere e a mantenere alcune regole di comportamento.

Modalità GENITORE NORMALE

Qualche anno fa io e Alberto eravamo a tavola in un ristorante, a Firenze, insieme ad altri genitori come noi. Era un week end in cui Isabella, insieme a numerosi ragazzi e ragazze, partecipava a delle attività acquatiche, con istruttori di nuoto specializzati, mentre noi genitori potevamo stare qualche ora in versione “GENITORE NORMALE”. Il week end DEL SORRISO, così si chiamava l’evento.

Il racconto di una mamma come me che mi ha fatto riflettere

Giuliana e Paolo venivano dal Piemonte e mi stavano raccontando che abitavano, da quando era nato Alex, in una villetta indipendente, dotata di una piccola piscina privata. Ad Alex era sempre piaciuto molto, sin da quando era piccolo, stare in quella piscina, ci passava molto del suo tempo. Lui era felice e Giuliana intanto poteva dedicarsi un po’ a sé stessa. Però…si c’era un però! Alex non voleva indossare il costume. Se si provava a  farglielo indossare o si insisteva, la cosa scatenava crisi pazzesche. Giuliana mi stava dicendo che, quando era piccolo, alla fine, non aveva insistito più di tanto per fargli tenere il costume, d’ altronde, aveva pensato: “Si tratta solo di una piccola concessione e Alex si sente più libero”. Ma adesso, Alex non era più un bambino. Era un ragazzo di 17 anni alto e molto robusto e non voleva indossare il costume.

Anche io con Isabella avrei potuto avere lo stesso problema

Anche per Isabella avrei potuto facilmente avere un problema di questo tipo e mi sono chiesta: come faccio ad insegnarle il comportamento esatto ed adeguato in una determinata situazione?

Quello che ho sperimentato e imparato è  che bisogna essere molto rigorosi nell’insegnare da subito il comportamento esatto e il più conforme possibile alla norma. 

Se da bambino ti puoi permettere di non indossare il costume in piscina o al mare e, nel sentire generale questo non è percepito come una cosa sconveniente, man mano che si cresce, non indossarlo, diventa un serio problema.

Faccio un piccolo esempio che riguarda Isabella. A Isa piacciono molto gli affettati e i salumi. Normalmente durante la giornata Isa si avvicina e mi dice: “pezzetto “. Sin da quando era piccola, alla sua richiesta, gliene preparavo alcuni pezzetti in un piattino o su di un piccolo tagliere di legno e Isa li mangiava con le mani. E io, un po’ come la mamma di Alex, lasciavo fare. Lo confesso: anche a me a volte capitava di prendere delle fette di salame dal frigo e mangiarle con le mani, ma a casa e mai in pubblico. Isabella usa e usava regolarmente le posate da quando era molto piccola; ma  per i pezzettini di salame avevamo lasciato che utilizzasse le mani.

Una riflessione che mi ha aiutato

Ad un certo punto, però, avevo riflettuto:  se avessi chiesto ad Isa di prendere una forchetta per mangiare quelle fettine di salame in una situazione pubblica, avrebbe potuto dirmi di no (nel migliore dei casi). Inoltre, avrebbe potuto non comprendere a pieno il perché a casa le era permesso di usare le mani mentre, da zia Rosolina, per esempio, non le era permesso, e questo avrebbe potuto scatenare un comportamento problema. E’ così che ho introdotto la forchetta, sempre, anche in quella piccola pausa relax, a casa, fatta di fettine di salame precedentemente mangiate con le mani.

Le prime volte, come al solito, Isa è rimasta interdetta, ma sono bastati uno, due giorni affinché, nel momento in cui disponevo le fettine di salame nel piattino, di sua iniziativa,  si girasse verso il cassetto delle posate, prendesse una forchetta e mangiasse il salame. E così da allora fa in tutti i contesti.

Il problema non era solo far indossare il costume oppure no ad Alex o far mangiare il pezzetto di salame con le mani oppure no a Isabella. Io, Gabriella, posso permettermi di stare senza costume in una piscina privata, perché so che in un contesto sociale sarò in grado di comprendere la regola: indossare il costume;  ma una persona come Isabella riesce difficilmente a comprendere le cosiddette “regole sociali”.

Cosa ho imparato?

Ho imparato che per aiutarla ad apprendere e a mantenere alcune di queste regole, avrei dovuto “pretendere” da lei il comportamento adeguato, sempre, anche nelle situazioni in cui le deroghe potrebbero essere accettabili.