Autismo, disabilità intellettiva e scansione temporale: frase chiave per un viaggio in macchina

Quanto è importante trovare un modo efficace per  la scansione temporale delle attività nell’autismo e nella disabilità intellettiva?

Ti racconto come l’utilizzo di una frase chiave mi ha aiutata durante un viaggio in macchina con Isabella.

Antefatto

E’ importante fare una premessa: quando Isabella viaggia in macchina con me o Alberto, occupa il sedile del passeggero anteriore.

Nei viaggi a lunga percorrenza, quelli che facciamo tutti e tre insieme, invece, lei normalmente siede dietro e io, se non guido, occupo il posto del passeggero davanti. In questi ultimi mesi,  anche a causa della pandemia, viaggi lunghi non ne abbiamo fatti.

Sedile anteriore o sedile posteriore?

Il primo viaggio a lunga percorrenza lo abbiamo affrontato a metà giugno 2021 e,  in aggiunta, con una macchina nuova nella quale Isa aveva sperimentato, nei mesi precedenti, solo il sedile del passeggero anteriore.

Quel giorno, al momento di salire in macchina, è andata verso il sedile anteriore ma io le ho prontamente detto: ”No no Isa, dobbiamo fare un viaggio lungo, dobbiamo andare dalla nonna, mettiti dietro!!! ”

Isabella ha iniziato urlare: “No! no!”.

Noi ci siamo comunque accomodati in macchina e  con una certa fatica  sono riuscita a farla salire dietro,  sebbene lei urlasse “ mi metto davanti, mi metto davanti!!” e piangesse disperata;  ho continuato a dirle  “no Isa, tu resti dietro, come ogni volta che facciamo un viaggio noi tre”. Tutto questo è iniziato a Bologna.  A  Firenze Isa urlava ancora incessantemente  “mi metto davanti !! mi metto davanti!!”  La situazione era molto faticosa, perché avevamo ancora diverse ore di viaggio e Isa non accennava a calmarsi, ma soprattutto non vedevo una via d’uscita (in queste situazioni non si può e non si deve tornare indietro sui propri passi).

Mi è venuta un’idea

Ad un certo punto ho pensato che forse per Isabella non era chiaro il perché dovesse mettersi dietro  (visto che in quella macchina si era sempre seduta davanti) ma  con quella macchina non avevamo ancora affrontato viaggi a lunga percorrenza (quindi poteva trattarsi di un problema di generalizzazione o di scansione temporale.

Le ho detto: “ Isabella, fino a che non arriviamo dalla nonna stai dietro, appena arriviamo da lei ti metterai davanti ( per tutti gli spostamenti in auto)”.

Dire questa frase chiave è stato come azionare un interruttore: Isabella si è tranquillizzata immediatamente.

Arrivati dalla nonna, in ogni spostamento, come le avevo promesso, si è seduta davanti.

Anche questa volta ci siamo posti diverse domande per trovare una soluzione che ci permettesse di superare la difficoltà:

  • Isa vuole stare nel sedile anteriore perché è una sua rigidità?
  • Vuole mettersi davanti perché la macchina è nuova,  la visuale è diversa, c’è qualcosa che la disturba dal punto di vista visivo?

La chiave di volta

Aver trovato una frase chiave che desse ad Isabella la possibilità di immaginare e di prefigurarsi ciò che sarebbe accaduto, sia dal punto di vista spaziale, sia dal punto di vista temporale, è stata la chiave di volta.

Non è sempre semplice, nel caso di autismo e disabilità intellettiva, riuscire a trovare il modo giusto per far percepire la scansione spaziale e temporale.

Ho potuto aiutare Isabella a percepire quello che le stava accadendo e a immaginarsi quello che sarebbe accaduto: “adesso sono seduta dietro ma potrò sedere davanti di nuovo e so anche quando”.

Spazio e tempo: lavorare sulla scansione temporale

Spazio e tempo sono i due elementi con i quali abbiamo più difficoltà ad agire con Isa, perché spesso non basta la scansione temporale effettuata con le sue agende ( in questi anni ne abbiamo provate e utilizzate di vari tipi, modificandole in base alle sue esigenze).

Abbiamo lavorato sui concetti di ieri, oggi e domani, sui concetti di prima e dopo, ma nonostante questo, rimane uno scoglio arduo riuscire ad individuare  (soprattutto in situazioni nuove) un modo esatto e circostanziato che le permetta di capire e immaginare  il quando e il come accadrà un evento.

P.S. dimenticavo di dirvi che Isabella,  nel  viaggio successivo,  si è seduta tranquillamente nel sedile posteriore 😀